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Cattedrale e Chiese

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Chiese rupestri






Chiesa rupestre dello Spirito Santo

Trattasi di chiesa rupestre scavata nella roccia, con una statua della madonna, importante per la festa della Pentecoste in ricordo della battaglia tra francesi e spagnoli nella città di Melfi, in questa data accoglie la statua dello spirito santo e dopo una santissima messa viene riportata in città. La chiesa si trova a circa 900 metri di altezza tra i boschi del Monte vulture.

Chiesa rupestre di Santa Margherita

Posta nelle vicinanza dell'attuale cimitero della città ed ex convento di Ognissanti, la chiesa rupestre di Santa Margherita è la più bella e importante delle grotte basiliane (in quanto creata dai monaci basiliani) nella zona "Toppo Sant'Agata" e "Le Braide". Si tratta di una grotta, scavata nel tufo vulcanico, risalente al X secolo, i cui affreschi risalgono al XIII secolo. Gli affreschi all'interno della chiesa rappresentano una caratteristica nella zona, perché in tutte le chiese del Vulture non si può parlare di "affreschi" in quanto il colore veniva passato sopra uno strato di fango che copriva la pietra, mentre in questa, sotto il colore, si disponeva uno strato di stucco di calce bianca a costituire l'intonaco preparatorio alla pittura. La chiesa presenta un portale largo circa 4 metri e alto 2, 5 m ed è costituita da un'unica navata lunga 12 m; possiede quattro cappelle laterali, una delle quali separata dalle altre perché cella del padre guardiano ( un monaco eremita custode del luogo sacro). Due di queste servivano all'accoglienza del "caenaculum" (ovvero all'accoglienza dei frati provenienti da altre cappelle della zona), mentre l'ultima (la prima a sinistra) era atta alla celebrazione eucaristica. Tali cappelle sono disposte a coppie sui lati della navata e formano nel centro della navata due volte a crociera. In fondo alla navata si trova invece l'altare principale realizzato in una sorta di volta ribassata; sulle pareti su cui poggia l'altare vi è una raffigurazione di Santa Margherita. Attorno alla Santa si trovano otto quadretti relativi alla storia della sua vita e immagini di San Pietro e San Paolo, come è possibile notare dalle iscrizioni in latino dei loro nomi (S. Petrus – S. Paulus). Intorno all'altare maggiore è presente un'immagine mosaicata di un Cristo Pantocrator, seduto su un cuscino rosso in un trono retto da due angeli, il tutto in tipico stile bizantino. Internamente alla volta, si notano: alla destra, un cavità destinata probabilmente a repositorio dell'Eucarestia e a sinistra l'immagine di due sante, S. Orsola, quella con la bandiera crociata, mentre la Santa con in mano un ramo di palma non è stata ancora identificata. Esternamente all'arco contenente l'altare principale, troviamo svariate raffigurazioni: S, Nicola, tra due colonne e, dentro cinque medaglioni, i simboli dei quattro evangelisti ( il bue: San Luca; l'angelo: San Matteo; l'aquila, San Giovanni; il leone: San Marco) con Cristo nel medaglione centrale. Altre quattro immagini di santi si notano nella parte di volta vicino all'arco: San Basilio (fondatore dell'ordine basiliano); San Guglielmo da Vercelli ( che nei suoi pellegrinaggi, visitò anche questa zona); Santa Elisabetta e San Vito. Sono da notare inoltre altre immagini a carattere sacro, in particolare " il martirio di San Lorenzo" (indicato anche dalla scritta San Laurecius), nel quale il santo compare disteso su una graticola. Sul alto opposto invece si notano raffigurate, come riportano le iscrizioni, Santa Lucia (Sca. Lvucia) e Santa Caterina ( Sca. Caterina). Sono inoltre raffigurati nella stanza " il martirio di San Benedetto " e " il martirio di Sant'Andrea". Nella cappellina a sinistra, dove è presente il secondo altare, le immagine sono conservate quasi perfettamente e si riconosco le sembianze ( grazie anche alle iscrizioni) di San Michele ("Angel Micael"), San Giovanni Battista (" S. Iohs Bap."), santa Margherita ( " Mar Rita"). Tutti questi santi sembrano indicare, con un gesto l'immagine di un Cristo Pantocratore, presente sulla parte sinistra della volta. Sulla parte opposta della volta compaiono un'altra serie di svariate immagini, tra cui si riconosce San Michele, una classica Madonna con Bambino (in stile bizantino), e San Giovanni Evangelista ( come dall'iscrizione " S. Iohs Eva."). Sul lato destro della cappella si nota uno degli affreschi più ammirati, il "Contrasto tra vivi e morti" o anche detto " Il Trionfo della morte". In esso compaiono sulla destra due scheletri mentre sulla sinistra tre vivi che sembrano conversare con gli scheletri per ottenere una spiegazione della loro situazione dopo la morte.Recenti studi hanno portato alla conclusione che possa trattarsi ( i tre vivi) della famiglia imperiale.

Chiesa rupestre di Santa Lucia dei Giaconelli

La cripta rupestre di S. Lucia e' ubicata sulle verdi pendici del Monte Vulture in contrada Giaconelli, da cui prende il nome, ed è situtata a meta' strada tra Melfi e Rapolla e proprio nei pressi della stazione ferroviaria abbandonata di quest' ultima cittadina. Scavata nel tufo, si presenta con un avancorpo in muratura di recente costruzione addossato all'originaria grotta, costruito probabilmente per consolidarne la struttura o per proteggerla dalle intemperie. Dalle ricerche effettuate sembra che la chiesa fu fatta affrescare da un sacerdote della chiesa parrocchiale di S.Lucia di Melfi nel 1192, come si evince dalla scritta sopra l' affresco e dalla figura intestata del sacerdote in basso a sinistra. La chiesa presenta una navata unica con volta a botte e nella parete di fondo ha sede l' altare sopra il quale si sviluppa lo stupendo ciclo pittorico di stile Bizantino. Da sinistra verso destra sono divisi in vari riquadri il sacerdote (secondo le tracce, Melfisio) commissionatore (e forse anche esecutore) dell' affresco, in atto di preghiera; una Madonna con Bambino seduta su trono mosaicato, con cuscini a punta, tipico degli affreschi Bizantini; S. Lucia in atto di benedizione, ed in nove piccoli riquadri le scenette della vita e del martirio della Santa.

Chiesa rupestre della Madonna delle Spinelle

Oggi risulta completamente inglobata nel centro abitato e può considerarsi a tutti gli effetti una cappella rupestre. La sua particolarità sta nella sua forma, infatti visitandola non si può non notare che si differenzia dalle altre chiese rupestri perché ha una forma circolare con una cupoletta emisferica posta in sommità. La spiegazione di questa diversità è che questa non è la chiesa originale, ma l'unica cappella rimasta di una vera e propria basilica, la basilica di S. Stefano, una costruzione paleocristiana con più navate e cappelle annesse. Probabilmente si trattava del punto di raccolta delle varie comunità che vivevano nella zona, come testimoniato dalle tracce di insediamenti che sono ancora oggi visibili nella zona circostante la cappella. Non si hanno precisi riferimenti storiografici, ma da questo luogo sarebbe partito il contingente Normanno che partecipò alla prima crociata con alla testa Boemondo e Tancredi di Altavilla. Questo avvenimento è anche citato nella "Gerusalemme Conquistata", ultima versione della " Gerusalemme Liberata", dove l'Ariosto scrive: "…ed altri abbandonar Melfi e Lucera…".





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