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Il popolo delle castagne

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Il popolo delle castagne

di Giusy Lamorte



Prosegue senza sosta il caldo autunno melfitano. Sabato 18 e domenica 19 ottobre si è svolta la 49ª edizione della Sagra della Varola, storica manifestazione popolare che dal 1960 celebra la castagna arrostita in recipienti bucherellati, detti varole, donde il nome dell'evento.

Simbolo dell'autunno, il frutto trasmette voglia di mangiare e stare insieme ed è un tesoro inestimabile della nostra antica tradizione culinaria. Nel IV secolo a. C. Senofonte definì il castagno "l'albero del pane". Altre fonti sostengono che la pianta sia stata portata dalla Turchia da Federico II, a cui Melfi è legata per essere stata la città delle Costituzioni Federiciane.

Insomma un alimento di tutto rispetto. La castagna più pregiata è il "marroncino di Melfi", candidato al riconoscimento di prodotto DOCG dalla Comunità Europea.

Per la nostra città ormai la Sagra della Varola è "l'evento degli eventi", un infallibile mezzo di promozione turistica, grazie all'azione della Pro Loco che ne è stata la promotrice per circa 45 anni.

Anche quest'anno l'intero borgo antico si è trasformato in un grande bosco: piazze, strade e vicoli sono stati invasi da stand dalla forma di tipici rifugi montani, realizzati con rami di castagno, dove sono stati esposti dolci e piatti a base di castagna, oltre a salumi, formaggi, miele, pasta ed altre varietà gastronomiche, tutte rigorosamente prodotte da aziende locali. Per i palati più esigenti l'Alsia ha predisposto anche dei laboratori del gusto. Nella centralissima Piazza Umberto I, sede dell'antico Palazzo di città, le enormi varole infuocate hanno arrostito castagne per i melfitani e per i numerosi curiosi accorsi dalle regioni del Centro-Sud. Non poteva mancare per l'occasione il superbo Aglianico del Vulture doc, annoverato tra i più grandi vini rossi italiani e ormai celebrato da dieci anni nell'Aglianica Wine Festival, che quest'anno si è svolta a Melfi nel primo week-end di settembre.

Alla realizzazione della Sagra hanno contribuito anche la musica, l'arte, le mostre e molto altro ancora, a testimoniare le numerose attrattive della manifestazione e dell'intero territorio, ormai predisposto ad accogliere ed ospitare turisti sempre più numerosi ed esigenti.

Hanno rallegrato le vie del centro storico spettacoli di danze e canti popolari di Ethnos Tarantolati di Tricarico, Ninfe di Tammorra, Lorenza Guglielmi Jazz Quartet ed il teatro del Gruppo Otto.

Diversi anche i momenti dedicati all'arte con la mostra fotografica di Vito Tammone, Massimo Lovisco e Aldo Martinetti, la rassegna di Angelo Palombo "Le carte del Primitivo", carte da gioco che ripropongono l'antica forza del vino.

Anche le Acli (Associazione Cattolica dei Lavoratori Italiani) di Melfi hanno dato il loro contributo attraverso i lavori artigianali di pittura e scultura, realizzati dai soci della stessa associazione. Mentre la Caritas ha organizzato stand con lavori realizzati dagli anziani del Centro diurno Hospitalis e dagli ospiti della Casa Circondariale di Melfi e stand con dolci etnici realizzati dagli stranieri presenti nel nostro territorio.

Non poteva mancare l'Associazione PS2mania Melfi, presente all'evento con la 2ª collettiva di pittura, che ha visto protagonisti Emilia D'Arace Salvatore Malvasi, Emanuele Venezia,insieme alle loro opere e a quelle dei partecipanti alla 1ª estemporanea "Artisti nella città di Melfi", svoltasi nel borgo antico il 28 settembre. Molti dei lavori raffiguravano proprio gli scorci più suggestivi del centro storico federiciano.

Inoltre per gli amanti della natura incontaminata la sagra è stata anche un'occasione per escursioni guidate sul monte Vulture, organizzate dall'Associazione Escursionisti Parco del Vulture.

Invece per i più curiosi e per tutti coloro che sono a caccia di occasioni è stato allestito il mercatino delle pulci e dell'antiquariato.

Infine i falconieri dell'associazione De Arte Venandi con i loro rapaci hanno offerto vari spettacoli, anticipando il XV raduno nazionale di Falconeria, che si terrà nella città di Federico dal 24 al 26 ottobre.

Insomma i fumi delle varole, unitamente ai sapori enogastronomici, alle bellezze paesaggistiche, all'arte e alla cultura, non hanno deluso le aspettative dell'amministrazione comunale e dell'intera cittadina, facendo registrare il tutto esaurito in alberghi, ristoranti, agriturismi , ristori di Melfi e dintorni. Si calcola che oltre 30.000 persone sono affluite dalle regioni limitrofe e da tutta Italia , segno di una grande popolarità che ha assunto con il passare degli anni di questo evento cosi straordinario. Foto, storia e notizie sono reperibili sul sito www.cittadimelfi.it.

La città si sta preparando per il prossimo fine settimana per ricordare l'imperatore Federico II di Svevia , la sua caccia con il falco e che la stessa possa regalare lo stesso successo alla cittadina Federiciana ottenuto nella Sagra della Varola.



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