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La lunga notte dei briganti

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La lunga notte dei briganti

di Giusy Lamorte


Si erano da poco spenti i combattimenti tra bande garibaldine e truppe borboniche, quando il fenomeno del brigantaggio sconvolse l'area tra l'Irpinia, la Basilicata, il Casertano e la Puglia. Iniziato nell'autunno del 1860, si protrasse per oltre un quinquennio imponendo ai piemontesi provvedimenti eccezionali. E' indubbio che la virulenza del fenomeno era il prodotto del disagio sociale, della delusione seguita alle promesse non mantenute, in particolare la mancata riforma agraria. Il cuore della rivolta interessò l'area appenninica compresa tra l'Abruzzo e la Basilicata, dove l'economia agricola era più fragile e le condizioni di vita dei contadini più precarie.

Fu una vera e propria guerra civile. I reati dei briganti furono duramente puniti ma rimasero irrisolti i nodi sociali e politici che avevano reso possibile la diffusione del fenomeno. Potremmo dire che le principali scelte di politica economica dei governi post-unitari non furono vantaggiose per il Mezzogiorno, che vide crescere il divario con le regioni del Centro-Nord. Molto prima di diventare oggetto di polemiche e di studi, la questione meridionale era già una dolorosa realtà.

Di tutto questo, e non solo, si è discusso il 10 ottobre a Palazzo San Gervasio e l'11 e il 12 a Melfi, due popoli orgogliosi di conservare nel proprio dna il seme del brigantaggio. La manifestazione, denominata "La Notte del Brigante", è stata curata dall'Associazione culturale "Mediterraneo 2000", dall'Associazione "Amici de l'Alfiere", dalla Controcorrente Edizioni, dalla pinacoteca e biblioteca Camillo D'Errico, con il patrocinio delle amministrazioni comunali di Melfi e Palazzo San Gervasio e la collaborazione di aziende locali e nazionali. Nei tre giorni è stato ricostruito e rivisitato il periodo del brigantaggio in vari luoghi dei due paesi attraverso diapositive, immagini, documenti, stand, musica popolare e dibattiti sull'argomento. E' stata allestita una mostra fotografica a cura del capitano Alessandro Romano. Non poteva mancare un convegno di studi dal titolo "Brigantaggio: l'orgoglio di un popolo tra passato e futuro", al quale hanno preso parte in entrambi i comuni storici, docenti, giornalisti, scrittori, esperti in materia: Giuseppe Melchionda, Antonio Pagano, Pietro Golia, Fulvio Caporale. Vincenzo Labanca, Pompeo Onesti, Edoardo Vitale, Fernando Riccardi, Ulderico Nisticò. I lavori sono stati coordinati da Luigi Branchini, responsabile dell'Associazione culturale "Mediterranea 2000". A Melfi e Palazzo il regista Enzo Morzillo ha messo in scena la rappresentazione teatrale dal titolo "Gli uomini non ne sapranno niente. Storie di briganti e brigantesse".

Insomma sono stati davvero tanti gli appuntamenti di questa prima edizione de "La Notte del Brigante". A rendere l'atmosfera ancora più suggestiva il corteo storico, che domenica mattina ha sfilato per le vie di Melfi, con al seguito i rappresentanti dell'esercito borbonico e i briganti a cavallo. Nella notte tra sabato e domenica questi ultimi hanno dormito negli appositi accampamenti (ricoveri realizzati con rami di castagno e balle di fieno), posizionati in una zona della città federiciana insieme agli stand dei prodotti di aziende locali per far rivivere gli antichi sapori. Ha collaborato anche l'Associazione PS2mania Melfi con aziende ad essa associate: il Panificio e Biscottificio "Capobianco" con pane, biscotti e torte realizzate con antiche ricette; la ditta Sinigaglia con l'olio prodotto dagli uliveti del Vulture e le castagne di Melfi , oltre alla pasticceria Dol.Bi., che tra i vari dolci ha esposto quelli di castagne. Complici della buona riuscita della manifestazione le note di tarantelle, pizziche e tamburiate, interpretate da Rotumbè, Arakne Mediterranea e Mediterraneo Sound.

L'intera iniziativa è stata una preziosa occasione per rivisitare e riscrivere una pagina di storia taciuta e negata per lungo tempo. Se escludiamo interventi come quello di Antonio Gramsci nel 1920 sulla questione meridionale, in passato il Brigantaggio è stato letto come un fenomeno puramente delinquenziale e non come il tentativo di riscatto collettivo, anche se spesso ingenuo e anarcoide, di migliaia di contadini che rivendicavano la loro dignità attraverso il diritto alla terra e a condizioni di vita migliori.

La rivisitazione critica del passato è senza dubbio uno strumento indispensabile per comprendere il presente e affrontare il futuro. Sarebbe opportuno che anche i ragazzi a scuola approfondissero le vicende legate al tema, sul quale non si hanno molte notizie, poichè, com'è noto a tutti, la Storia ufficiale la scrivono i vincitori e non i vinti. Ma il nostro passato è stato sapientemente riletto da studiosi contemporanei, come il nostro scrittore conterraneo Raffaele Nigro. Un altro notevole contributo alla conoscenza del fenomeno viene offerto da "La Storia Bandita", Cinespettacolo della Grancia, parco situato a pochi chilometri da Potenza nel comune di Brindisi di Montagna, attrattiva di numerosi turisti.

E' indiscutibile che un evento culturale contribuisca alla crescita della cultura, del turismo, alla diffusione dell'immagine della città che lo ospita e a creare effetti economici a cascata. Obiettivo perseguito anche dagli organizzatori di questo evento, che insieme ai rappresentanti di enti locali, provinciali e regionali hanno steso un protocollo d'intesa in modo da creare intorno al tema del brigantaggio uno sviluppo economico, oltre che un turismo storico - culturale.

Dopo l'Aglianica Wine Festival, La Notte del Brigante precede la 49ª Sagra della Varola e il 15° Convegno e Raduno Nazionale di Falconeria. Eventi che stanno caratterizzando l'autunno melfitano, con la pretesa e l'obiettivo di attirare un pubblico sempre più vasto.




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