Manifestazioni in Città - melfi

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Sagre e Manifestazioni

Manifestazioni in città




Sono essenzialmente la Festa dello Spirito Santo, a ricordo dell'importante momento storico del 1528 con la battaglia degli spagnoli contro le truppe francesi a cui partecipò anche la popolazione di Melfi poi rifugiatasi in una chiesetta sul Vulture, quella dell'Immacolata Concezione che ancora si ripete annualmente con la distribuzione delle Panedduzze di pane azzimo, ed il concerto nella chiesa di Santa Maria ad Nives, le tradizioni che ancora permangono a Melfi. A loro si uniscono anche poi i falò di Santa Lucia per celebrare la santa della vista ed i festeggiamenti per il patrono della città il 9 febbraio (Sant'Alessandro), senza dimenticare altri momenti particolari come nel caso del 13 del mese di giugno quando si conclude la tredicina in onore del Santo di Padova e la sua statua, tra due ali di folla ed una serie di botti e fuochi artificiali, viene portata in processione per le vie cittadine e la gente continua a confermare la sua grande devozione a Sant'Antonio, frequentando la sua chiesa e vestendo i propri bambini con il vestito da francescano come il santo. A tutto ciò si aggiunge poi il gran movimento creato in città dalla Festa della Varola, oltre quarant'anni di vita, che è la sagra che esalta in tutti i modi il Marroncino di Melfi, la tipica castagna della città e dei boschi del Vulture di cui si è chiesto il riconoscimento Igp, che viene arrostita in piazza per due giorni in grosse padelle di ferro bucherellato dette appunto "varole" sul fuoco vivo. Intorno decine di migliaia di persone in arrivo dalle regioni vicine e dal resto d'Italia, stand enogastronomici, percorsi del gusto per vino ed olio ma anche per dolci fatti con le castagne o salati, musica e divertimento per tutti.

Ed ancora la processione del Venerdi Santo, dove si porta a spalle per le vie della città la Madonna con tante piccole bambine vestite in nero con capelli lunghi che portano varie reliquie a simbolo della devozione e del dolore , senza dimenticare la festa dell'emigrante alla metà di agosto con manifestazioni canore, l'annuale Motororaduno che si svolge in settembre ed ancora nell'ultima domenica di ottobre la festa della falconeria con cortei in abiti storici e le gare della caccia con il falco in onore di Federico II. Mentre a Natale ricordiamo la classica Pettolata dove vengono fritte delle speciali frittelle dal nome " r' pettl " che vengono date alle persone lungo le strade della città.Una delle tradizioni antiche di Melfi che però stanno scomparendo è quella dello Scaricavascio, che si svolgeva proprio in onore di Sant'Antonio il 13 giugno ed è tipica del periodo post unitario con tutto ciò che questo portava per la gente del sud a livello di attese, poi sfociate nel periodo storico del brigantaggio. Si trattava di una sorta di rievocazione di tipo popolare dei tempi andati, un gioco caratteristico e rumoroso della città fatto dai ragazzi di ceto più basso, che in circolo si tenevano per mano l'un l'altro e poi facevano salire sulle proprie spalle a turno altri compagni che formano un cerchio superiore con le stesse caratteristiche e su ancora se ne faceva un terzo fino a formare una specie di piramide umana alta anche fino a sei metri. "Mentre si era in equilibrio l'uno sull'altro – scrive in un suo recente libro Ferdy Sapio, che è artista melfitano a 360° visto che si tratta di cantautore, scrittore, autore teatrale – ci volevano abilità acrobatiche per fare questo gioco satirico e pericoloso dello Scaricavascio e durante l'equilibrio si cantava a botta e risposta, quelli di su e quelli di giù, una canzone che inneggiava all'Unità d'Italia, tra nord e sud e la gente accorreva nel largo per vedere le mirabolanti acrobazie di tutti quei giovani sudati che alla fine poi facevano lo "scaricavascio" e finivano tutti a terra, crollando quelli di sopra su quelli che erano sotto la piramide umana". Intorno al 1920 si è tentata una sorta di ricostruzione di quello che le parole di quest'antica tradizione dicevano o volevano dire, e la frase "vuie che state da sopa, stateve attinte ancora cadite" è diventata "l'invitare, attraverso lo Scaricavascio quelli del Nord (di sopra) ad unirsi al popolo di sotto (del sud o meridionale) per mantenersi saldi nella fede giurata di scuotere il gioco straniero ed in una eccezione tutta locale, "ad indicare ai vari dominatori che non era facile reggersi sulle spalle del popolo che certo non era tanto poveraccio come poteva sembrare".

Venerdì santo

Festa della Primavera e dello Spirito Santo

Festa della Falconeria

Sagra della Varola

 
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