Melfi Calcio - melfi

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Calcio che passione!

Dal 1929, anno di fondazione ad oggi sono passati quasi 80 anni di storia ma la passione per il calcio, lo sport più seguito in città, non conosce il trascorrere del tempo ed anzi, con il crescere di successi e traguardi tagliati, è aumentata a dismisura divenendo fatto sociale per una realtà come Melfi profondamente cambiata, a livello socio economico con l'arrivo della Fiat e del polo industriale automobilistico in zona. Storia che vede il gialloverde calcistico più lucente in questi anni, con il calcio "made in Melfi" che è splendida realtà e da cinque anni è nel professionismo, con la C/2 ed ha anche centrato lo storico approdo ai play off promozione per la C/1, un altro sogno che mai nessuno avrebbe potuto immaginare anni addietro. Una storia di provincia, di quelle che piacciono ed affascinano tutti, per il Melfi che fa parte stabilmente del gotha del calcio nazionale dopo tanti anni vissuti nel dilettantismo puro e con tanta sana passione di dirigenti, atleti e tifosi.

L'Unione Sportiva Melfi viene fondata il 1° agosto del 1929 e fino al 1938 vi è solo attività minore, prima della costituzione del Gil Melfi nel 1939, ancora un anno di attività minore e poi, nel 1941 – 42 la partecipazione al Campionato Regionale Lucano di 2^ Divisione a 6 squadre con Robilotta in panchina ed Emilio D'Andrea come presidente. La guerra fa sospendere i campionati e si deve poi attendere la stagione 1949 – 50 per ricominciare, con due squadre iscritte allo stesso campionato di 2^ Divisione Lucana, ovvero l'Unione Sportiva Melfi nel Girone A e la Società Sportiva Fiamma Melfi nel Girone B. La prima giunge quarta mentre la Fiamma Melfi è seconda ed accede alla fase finale senza essere promossa. Sono anni di crescendo calcistico in città, al pari della passione che inizia a coinvolgere sempre più la gente, le famiglie, i giovani del tempo, che trovano modo di essere al campo alla domenica come in una festa che avvolge Melfi ed i melfitani. Prima la Unione Sportiva Fiamma Melfi disputa la Prima Divisione a 8 squadre e si classifica terza, poi è 2^ con il ritorno alla vecchia denominazione di Unione Sportiva Melfi nel 1951 – 52 con Alfredo De Vivi allenatore e Gustavo Colabella presidente. L'anno successivo è per la prima volta in Promozione, campionato regionale a 12 squadre e chiude in seconda posizione, mentre centra la vittoria finale la stagione successiva ed è promosso per la prima volta in IV Serie campionato nazionale nel 53 – 54 ancora con De Vivi come guida tecnica mentre il presidente è Luigi Carlucci e spiccano i nomi di Arturo Valerio indimenticabile melfitano vero condottiero della squadra in seguito per anni direttore sportivo e scopritore di talenti, oltre che autentica bandiera del calcio melfitano tanto che a lui poi verrà intitolato lo stadio ove si gioca tuttora, e di Mario Martiradonna unico giocatore che dopo aver militato nel Melfi è approdato in Serie A nel Cagliari di Gigi Riva col quale vinse lo scudetto. Un fatto eclatante per il tempo e per dare ulteriore spinta alla crescita e all'affermazione del calcio melfitano, anche se la prima in IV Serie è da dimenticare pur essendo alla presidenza un grande ed oculato uomo di sport, innamorato di Melfi e delle cose che faceva, l'Ingegner Michele Pastore.


L'anno successivo però rivince il massimo campionato regionale a 12 squadre con ancora Alfredo De Vivi in panchina e torna prontamente in IV Serie, centrando il 12° posto nella stagione 1956 – 57 e restando in categoria, cosa che si ripete ancora per tre stagioni di fila. Nella stagione 63 – 64 ecco la costituzione della società nuova che come denominazione è la stessa attuale, ovvero l'As Melfi che disputa la Prima Categoria regionale a 13 squadre con Antonio Francese, ex calciatore della Nocerina come tecnico e Rocco Palmieri presidente. Arriva la vittoria ed il ritorno in IV Serie che scatena di nuovo in grande entusiasmo in città, col calcio che vive una nuova stagione con una intensa parentesi di ben cinque anni in questa categoria nazionale con una nuova ed importantissima figura, quella del presidente Tomeo Moretti a dare il meglio di se per la passione del calcio sua e della città tutta. Dal 64 – 65 al 68 – 69 è sempre Melfi in IV Serie e si mettono in evidenza i "melfitani" Delli Gatti, Michele Camardella, Antonio Cappiello, Gaetano Antonaglia, oltre a nomi di spicco come il portiere Jacoboni, l'attaccante Maselli, il centravanti Castriotta, il centrocampista Somma. Bisogna attendere parecchi anni, fino allo spareggio con il Pisticci, vinto per 1 a 0 che permette nel 77 – 78 alla formazione melfitana di disputare la Serie D, campionato nazionale a 18 squadre chiudendo in decima posizione ed il ritorno in sella di Tomeo Moretti come presidente. Arriva anche un certo Franco Colombo, centravanti siciliano di grandi qualità tecniche che è girato al Melfi dalla Salernitana e disputa una buonissima stagione prima che, nella stagione successiva il 1978 – 79, cambino diverse cose in casa Melfi e arrivi la retrocessione in Promozione. Due stagioni e il mago Angelo Carella fa il miracolo, la squadra vince il campionato 1980 – 81 caratterizzato dal drammatico terremoto del 23 novembre 80 che sconvolse Basilicata e Irpinia, con diverse roulotte a bordo campo, prima che al temine di una stagione potesse esplodere la gioia finale.

La Serie D e la gioia però durano poco, solo un anno e si ritorna in Promozione fino alla stagione 1982 – 83 che porta al primo posto il Melfi al pari del Real Genzano ma lo spareggio al Viviani del 21 maggio 1983 premia la maggior grinta degli avversari che si impongono per 3 a 1. A risollevare le sorti dei colori gialloverdi ci pensa il tecnico Silvio Paciello, con colui che sarà presidente per diversi anni, il giovane ma determinato medico Salvatore Guarino. Sono loro che permettono una grande stagione 1990 – 91 che si conclude con la vittoria del campionato e un approdo in Eccellenza, nuovo e più alto campionato regionale di calcio. Si resta per due anni fino alla splendida cavalcata del 92 – 93 che vede i gialloverdi di Biagio Bavarese, tecnico ma anche apprezzato docente del Centro Tecnico di Coverciano, tornare nel Campionato Nazionale Dilettanti, dove però restano solo un anno, con una gran prima parte di stagione e poi tante difficoltà nella seconda che portano il Melfi di Peppino Palumbo a non poter evitare la retrocessione. Ma l'Eccellenza sta davvero stretta al Melfi che sa di essere da ora in avanti proiettato in un nuovo periodo di momenti belli e di crescita continua di tutto il mondo del calcio a forti tinte gialloverdi ed infatti, guidato dal campano Carmelo Condemi, mister e giocatore, disputa una grande stagione anche grazie a Sandro Sciarappa, giocatore che ha grosse qualità tecniche e si esprime al meglio dai calci piazzati per la gioia di tutti i tifosi che ora possono festeggiare il ritorno in Serie D. Nel 95 – 96 è Pasquale Arleo a sedere sulla panchina del Melfi e si arriva al quarto posto ed a giocarsi i play off con 4 successi ed una sconfitta ad Isola Liri, con il tutto che si ripete anche l'anno successivo, stagione 96 – 97 sempre con Arleo in panchina e con l'arrivo di Giuseppe Maglione, giovane imprenditore locale alla presidenza gialloverde nella stagione successiva, quella 1997 – 98 chiusa all'8° posto e che segna la storia più recente del Melfi. Ancora quattro stagioni con Ranko Lazic in panchina fino a metà del 2001 – 2002 prima che nella successiva si programmi un campionato di da protagonisti in Serie D, pronti ad un salto di categoria e di qualità per il calcio gialloverde che è ormai maturo e soprattutto atteso da tutti, tifosi in testa. Si disputa una stagione eccezionale, si vince e si approda finalmente nell'olimpo del calcio, in quella che è la C/2 e quindi il calcio professionistico nazionale, con il Melfi che diviene la squadra certo più importante e rappresentativa dell'intera regione Basilicata.

In questa stagione viene presentato il libro "Cuore gialloverde" di Gerardo Cerone, grande appassionato di calcio e di collezionismo che rimette insieme al meglio la storia del Melfi Calcio ed i suoi protagonisti, tutti coloro che sul campo e nei ricordi l'hanno scritta per circa 80 anni. Resta Peppino Maglione da 13 anni alla presidenza, il vero artefice del cambiamento radicale calcistico melfitano, con tanta passione, competenza, serietà e soprattutto grande umiltà, fino alla storica promozione in C/2 con Andrea Chiappini in panchina e con gente di grande valore umano e professionale come Antonio Dell'Oglio, Sandro Sciarappa, Antonino Sparacio, Francesco Latartara, Fabio Germini, Gennaro Astarita, Vincenzo Capuano a renderla realtà in campo, concretizzando un sogno. Sul palcoscenico del calcio che conta, la Serie C , un grande traguardo che appartiene al Melfi da ben cinque anni di fila. Il resto è storia recente, con il pubblico che è ritornato da allora a riempire lo stadio come un tempo, è nato il Melfi Point Cartoonia con tutto ciò che è maglie, gadget ed ogni tipo di riferimento calcistico gialloverde, si è creato un florido settore giovanile con oltre 180 ragazzi dell'intera zona dai 6 ai 18 anni guidati dal duo tecnico – organizzativo Iorio – Fensore per garantirsi un roseo futuro negli anni, insomma una vera escalation in attesa del prossimo, atteso passaggio, la promozione in Serie C1 a cui davvero ambiscono tutti in città. Per intanto cinque stagioni alla grande in C/2 con ottimi piazzamenti e certezza che il tutto proseguirà ancora a lungo. La prima nella stagione 2003 – 04 con Giuseppe Palumbo in panchina ed un crescendo di gioco e di risultati con un manipolo di giovani provenienti da settori giovanili e squadre di categoria maggiore, fino a chiuder al quinto posto pari al Giugliano che però accedeva ai play off per migliore classifica avulsa, una seconda con Aldo Papagni prima e Rosario Foti dopo in panchina ed un sesto posto.

Nel 2005 – 2006 con la grande consacrazione di Raffaele Novelli come allenatore adatto a lavorare ottimamente coi giovani per chiudere a quota 55 punti con ancora un grandissimo risultato, l'accesso ai play off e la disputa della poule promozione per la C/1 contro il Taranto, poi promosso. Melfi che resta nell'elite del calcio nazionale, ha visto concretizzarsi i play off e nascere due club di tifosi a Torino oltre al primo club di Melfi intitolato a Peppino Maglione. Nell'anno successivo, quarto tra i professionisti, si sconta un po' la delusione ed allora si punta su un tecnico ritenuto innovativo, Giacomo Modica, secondo di Zeman a Brescia ma la squadra, pur partendo alla grande, non riesce a trovare continuità di gioco e soprattutto di risultati ed a novembre lo stesso tecnico viene esonerato per affidare la panchina ad Ezio Castellucci, mister di Atina che riporta su la squadra e sembra far volgere tutto al meglio. In questa stagione, intanto, è tornato nello staff gialloverde Angelo Carella, come allenatore in seconda e direttore tecnico. Nella fase finale della stagione, dopo che fino a Pasqua Castellucci aveva messo insieme cinque sconfitte di fila, anche per lui l'addio e l'affidamento, per le ultime cinque gare, e le due dei play out centrati dalla squadra, al calabrese Carmine Pugliese. La salvezza arriva contro la Nocerina, 0 a 0 fuori e 2 a 0 in casa e, dopo un mese di penarci e ripensarci, la società gialloverde, anche per riconoscenza, si affida anche per il 2007 – 2008 a Pugliese, sempre per cercare la salvezza tranquilla con il gioco. Negli ultimi anni altalenanti siamo sempre usciti a testa alta mantenendo la categoria e   riuscendo a restare nella Serie C unica , meta mai raggiunta dalla nostra città.

Per la stagione in corso 2015/2016 come ogni anno la societàe il suo grande Presidente Peppino Maglione , sono alla ricerca di uno sponsor o una società satellite di categoria superiore , altrimenti come nelle passate stagioni largo ai giovani di indubbio valore agonistico e tecnico per la 13° salvezza consecutiva. Da buon tifosi  speriamo in un tesseramento sentito per raggiungere quota mille abbonati e cmq vada saremo sempre allo stadio a gridare...FORZA MELFI!


 
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